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giovedì 23 ottobre 2014

MERCATANTI

LA CORPORAZIONE

Si dice che i mercatanti fiorentini siano stati i primi a costruire una loro corporazione. Fino al 1237 la sede era davanti al Mercato Nuovo, poi spostata in Via Calimaruzza, dove è ancora oggi visibile lo stemma con l'aquila dorata che artiglia un torsello.

In questa sede i membri della corporazione si riunivano per discutere e regolamentare le loro attività e, come tutte le arti, ogni questione riguardante la loro condotta spettava al Collegio dei Consoli, che dovevano avere almeno 30 anni, essere (naturalmente) fiorentini e "di parte guelfa". 

Un sistema (sicuramente all'avanguardia per l'epoca) prevedeva:
-> una sorta di "pensione" per i soci che avessero prestato almeno 16 anni di servizio;
-> la "vigilanza notturna" che la corporazione si auto-pagava per proteggere i magazzini e le botteghe; 

La fine della corporazione si ebbe nel 1770, quando venne istituita l'odierna "camera di commercio".


andiamo a vedere l'attività nello specifico..

I soci, essendo mercanti, importavano le materie prime principalmente da Inghilterra o Penisola Iberica (perché le migliori sul mercato); Col tempo però, si riunirono in potenti compagnie commerciali, che permisero l'apertura di molte filiali in città europee e del nord Africa e quindi la possibilità di acquisire anche merci locali come perle, corallo, oro, argento e seta. 
Le pezze successivamente venivano marchiate con una specie di codice a barre, nel quale si indicava paese di provenienza e prezzo pagato in moneta locale. A questo punto venivano piegate a torsello (da qui lo stemma) per caricarle più facilmente sui muli e attraversando mezza europa arrivavano finalmente a Firenze (mesi e mesi di viaggio, che a noi oggi sembrano troppi, ma che allora portavano non pochi problemi). 
Arrivati a Firenze venivano svolti una serie di processi aggiuntivi per rendere la materia grezza in un prodotto finito (cardatura, cimatura, raffinazione e tintura) e a quel punto "TUTTI PRONTI PER IL MERCATO".

Gli appartenenti a quest'arte erano dei veri e propri imprenditori, che svolgevano attività di import-export. Divenne una delle arti più potenti a Firenze, visto il giro d'affari e la quantità di denaro maneggiata che successivamente si legò alle "sorelle" (arte del cambio, della lana e della seta) creando una rete ancora più forte e importante.

giovedì 9 ottobre 2014

GIUDICI E NOTAI

LA CORPORAZIONE


Le prime notizie su questa corporazione risalgono al 1212. Non tutti potevano accedervi, perchè serviva un lungo periodo di preparazione, che solo le famiglie ricche potevano affrontare; inoltre non potevano farne parte ebrei, figli illegittimi, omosessuali, forestieri ed insegnanti elementari. 

Le due arti, però erano ben distinte, tanto che all'entrata il novellino doveva decidere a quale arte appartenere e giurava di non svolgere nessuna attività relativa all'altra. Inoltre anche le modalità di ammissione erano diverse: il giudice pagava una tassa e poteva esercitare, mentre il notaio doveva svolgere 3 durissimi esami.
La massima carica era il Proconsolo, che doveva avere almeno 40 anni, essere iscritto alla corporazione da almeno 20 anni ed essere stato console. Restava in carica per 4 mesi ed aveva il compito di risolvere le controversie tra i soci e controllare che tenessero tutti una buona condotta. 



GIUDICI


Tutti sappiamo cosa facevano i giudici, perchè è la stessa cosa che fanno oggi, ma con regole diverse. Per prima cosa per garantire l'imparzialità erano forestieri (i giudici fiorentini praticavano altrove) e le pene erano estremamente dure e violente. 


Legale:la tortura per estorcere una confessione; la fustigazione per i bestemmiatori; l'evirazione per gli omosessuali; la decapitazione per gli assassini ed il taglio della mano per i ladri o i falsari.
Le condanne a morte erano all'ordine del giorno, tanto che fuori dalle mura in quello che era chiamato "prato della giustizia" (oggi corrispondente a piazza Beccaria) c'erano forche e patiboli permanenti.


"Nonostante questa cruenta descrizione la Toscana fu il primo stato ad abolire la pena di morte nel 1782"

giovedì 16 gennaio 2014

LE ARTI MINORI

Le arti minori erano 14:


- Arte dei Beccai;
- Arte dei Calzolai;
- Arte dei Fabbri;
- Arte dei Maestri di Pietra e Legname;
- Arte dei Linaioli e Rigattieri;
- Arte dei Vinattieri;
- Arte degli Albergatori;
- Arte degli Oliandoli e Pizzicagnoli;
- Arte dei Cuoiai e Galigai;
- Arte dei Corazzai e Spadai;
- Arte dei Correggiai;
- Arte dei Legnaioli;
- Arte dei Chiavaioli;
- Arte dei Fornai.

giovedì 9 gennaio 2014

LE ARTI MAGGIORI

Le arti maggiori a Firenze erano 7:


- Arte dei Giudici e Notai;
- Arte dei Mercatanti (o di Calimala);
- Arte del Cambio;
- Arte della Lana;
- Arte della seta (o di Por Santa Maria);
- Arte dei Medici e Speziali;
- Arte dei Vaiai.


giovedì 2 gennaio 2014

LE ARTI DI FIRENZE

Le arti a Firenze iniziano a costituirsi come corporazioni delle "arti e mestieri" tra il XII ed XIII secolo.

Erano associazioni nate per proteggere e perseguire scopi e comuni che riunivano gli appartenenti ad una stessa categoria professionale o che svolgevano lo stesso lavoro (o per quell'epoca mestiere).

lunedì 16 dicembre 2013

ANTICHI MESTIERI


Una Firenze dell'epoca, con vita propria, mestieri ed usanzi ormai scomparse nel tempo. Attraverso questa nuova rubrica cerchiamo di far rivivere, attraverso semplici spiegazioni, i mestieri e le botteghe di un tempo che ormai hanno lasciato spazio alle moderne catene di montaggio, ai super-mercati, alla produzione ed al consumo di massa.

Un tempo, personaggi come il "Semellaio", lo "Sprangaio", lo "Stradino" venivano sotto casa con la loro merce, al ritmo di urla e musica.

Ma chi erano?

Ogni settimana vi porteremo a conoscenza di un antico mestiere ormai scomparso, oppure relegato ad un ruolo ormai secondario nella vita della nostra città.